Ultimamente sono tornato a scorrazzare un po’ online e mi è venuta voglia di iniziare una nuova “esperienza” con questo semi surrogato di blog… Ho abbandonato il tema preso da Solostream che avevo modificato leggermente e ho cercato qualcosa di più pulito (non volevo partire da 0 ma quasi…) e più moderno… La mia attenzione è subito caduta sul tema che poi ho scelto: Constellation Theme.
In tempo 0 ho subito dovuto fare un paio di modifiche: gli avatar dei commenti non erano visualizzati correttamente (sulla demo ufficiale vi accorgerete del problema) e le immagini degli articoli non venivano ridimensionate per i dispositivi mobili.
WordPress è una delle piattaforme di blogging più diffusa, forse è anche riduttivo chiamarla solo piattaforma di blogging. Ad ogni modo, ho ricevuto recentemente una mail riguardante un’offerta di Theme Junkie, una delle aziende più conosciute che sviluppano temi premium per WordPress,
Vi segnalo quindi un anno di abbonamento al catalogo di temi premium per WordPress presenti e futuri a soli 25€. Con l’abbonamento annuale otterremo la possibilità di scaricare 22 temi premium, supporto via mail ed accesso ad un forum dedicato, possibilità di usarli in modo illimitato su tutti i siti che volete e possibilità di rimozione delle note di Copyright.
Perchè non approfittare di questa offerta? Secondo me i temi di Theme Junkie sono molto leggeri e “modificabili”, può essere anche una buona occasione per chi si vuole cimentare per la prima volta nell’eventuale modifica ed ottimizzazione del tema ricevendo anche supporto gratuito. Se siete alle prime armi potrete inoltre carpire i “segreti del mestiere” e le tecniche varie utilizzare per vari elementi dei temi.
Esistono molti temi per WordPress gratuiti logicamente fatti più o meno bene ma secondo me affidarsi ad un’azienda che lo fa di mestiere è la cosa migliore per chi vuole iniziare una nuova avventura con WordPress. Io personalmente amo FreshLife.
Ci sono anche altre offerte natalizie per quanto riguarda i temi premium di Theme Junkie ma io vi ho segnalato quella più conveniente a parer mio.
Per maggiori informazioni potete connettervi al sito web di Theme Junkie seguire Babbo Natale e optare per l’offerta per voi più conveniente, in ogni caso il codice promozionale da usare è XMAS.
Il link è un Affiliate Link, se ritenete la segnalazione utile perchè non ringraziare ondiz.net senza troppi sforzi?
Qualche giorno fa qui su ondiz.net ho scritto a proposito di un problema riguardante la violazione del sito internet di un’amica. Oggi mentre navigavo liberamente nel web mi sono accorto che wordpress-it.it è stato anche lui guardato dall’occhio malevolo di qualche cracker.
Ho twittato subito la notizia senza alcun riscontro, strano il portale tutto sommato ha parecchi visitatori e appassionati che lo prendono come punto di riferimento per la versione italiana di WordPress.
Come sempre usando sia Google come motore di ricerca che Google Chrome come browser ho ricevuto diversi avvisi che mi hanno allertato sul possibile “pericolo” nel visitare un sito web hackerato (che brutto tradurre in italiano certi termini)…
Ad ogni modo visto che sto aspettando la cena o deciso stendere un paio di paragrafi su questo fatto curioso su eventuali commenti dei miei visitatori e degli admin di wordpress-it.it.
La guerra tra Google Chrome e Mozilla Firefox prosegue anche in ambito aziendale.
Recentemente mi sono scontrato con la necessità di testare un browser alternativo ad Internet Explorer in ambito aziendale. Logicamente il mio sguardo si è rivolto a Google Chrome e a Mozilla Firefox.
A primo impatto mi sono documentato prima cu Chrome perché so che già da tempo offre servizi professionali alle aziende ed effettivamente ho avuto l’ennesima conferma della professionalità di Google apprezzando le policy che si possono utilizzare in ambiente Microsoft per poter configurare Google Chrome automaticamente.
Google non solo rende disponibile un pacchetto msi per l’installazione unattended del pacchetto Google Chrome (operazione semplice in ogni caso) ma si è anche presa la briga di creare un nuovo file template (adm) per poter settare Chrome tramite le policy di un dominio Microsoft in modo da poter replicare in automatico la configurazione a tutti i client ospitanti Chrome. Veramente un lavoro ben fatto da parte di Google, come sempre praticamente…
Per completezza poi ho dato un’occhiata a Mozilla Firefox, dico un’occhiata perchè sono rimasto un po’ deluso che Mozilla abbia da poco iniziato ad interessarsi alle aziende non avendo trovato ancora una soluzione semplice e flessibile per la gestione e distribuzione di Firefox. Sul blog ufficiale di Mozilla possiamo osservare che è stato riaperto un gruppo di lavoro/discussione su Firefox Enterprise, ma nulla di nuovo ancora nell’aria.
Al momento quindi i miei test sono rivolti a Google Chrome distribuito con pacchetto msi e gestito da group policy del dominio Microsoft. Direi che al momento funziona tutto a meraviglia.
Per maggiori informazioni su Google Chrome Enterprise:
Qualche giorno fa per la seconda volta ignoti hanno violato i sistemi Dreamhost modificando a piacere alcuni files di un sito internet di un’amica. Il primo caso si è verificato mesi fa con la conseguente indicizzazione da parte di Google di contenuti privati.
Adesso ci risiamo, il sito è stato violato e voglio approfittare di questa occasione per condividere informazioni utili con i lettori di ONdiZ.net. Sul sito violato è stato modificato il file .htaccess con questa caratteristica:
Come potete osservare il file .htaccess del sito violato è stato modificato dagli aggressori per redirigere il traffico proveniente solamente dai motori di ricerca (msn, live, excite, google…) verso un sito malevolo. Direi una mossa azzeccata, questo impedisce a chi usa e gestisce il sito web di accorgersi della modifica.
Fortunatamente il Security Bot di Dreamhost ha inviato subito una mail di allerta che non è stata letta perché identificata come spam da Gmail… Quando la sfortuna ci vede proprio bene!
Anche Google si è accorto che c’era qualcosa che non andava segnalando il problema su Google Webmaster Tool e tramite Chrome.
Al momento prenderò in mano io la situazione vedendo di trasferire il sito internet sullo spazio web gentilmente offerto da alcuni amici.
Quando si sceglie di usufruire di un hosting condiviso non basta mantenere sempre la struttura aggiornata (es. WordPress) bisogna anche considerare il fatto che essendo in un ambiente condiviso se l’account di qualcun’altro venisse violato potremmo subirne anche noi le conseguenze. Attenzione, non accuso nessuno, ne la mia amica per non aver dato troppa importanza all’aspetto sicurezza ne al provider fornitore dell’hosting.
Come prima misura difensiva ho reimpostato i permessi sul file .htaccess settandoli su 644 e non 755 com’era precedentemente:
chmod 644 – l’utente proprietario del file ha il permesso di livello 6, lettura/scrittura, tutti gli altri leggono e basta (4).
La prossima mossa è schedulare un task che controlli la modifica del file .htaccess e me lo segnali via mail. Devo solo decidere se usare la data di modifica del file o il checksum.
Google ha annunciato una nuova interfaccia che nasconde il menù di navigazione fino al passaggio del mouse sul logo. Devo dire che il nuovo layout introdotto da Google è molto pulito ed usabile e dà ancora più valore alla pagina di ricerca “eliminando” gli elementi “inutili” e concentrando l’attezione solo su Google Search.
Se siete curiosi e volete provare la nuova interfaccia di Google seguite questi passi:
innanzitutto la nuova interfaccia di Google funziona solamente nella versione in lingua inglese. Una volta selezionata l’interfaccia in inglese apriamo la console web per modificare un cookie che ci permetterà di apprezzare la nuova versione di Google. A seconda del browser e del sistema operativo che usiamo per aprire la console web vi consiglio questi passi:
Mai come in questo periodo si sente parlare di CDN (Content Delivery Network) un nuovo termine coniato negli ultimi anni per identificare nuovi servizi di distribuzione contenuti che sfruttano tecnologie esistenti da tempo. Da quello che leggo su blog stranieri è iniziata la corsa all’ottimizzazione estrema del blog/sito (anche dopo l’avvento del Panda…) utilizzando appunto servizi CDN come MaxCDN e Cloudflare. Per quanto riguarda WordPress, una delle piattaforme di blogging più utilizzate, è sempre più diffuso l’uso di plugin che comprimono e “minimizzano” i contenuti che il nostro sito offre come ad esempio W3 Total Cache o Wp Minify. Tornando ai servizi CDN, alcuni consigliano l’uso di MaxCDN e Cloudflare in sinergia. Secondo me una soluzione che segua questo profilo non ha alcun senso perché pur offrendo opzioni differenti stiamo parlando comunque di due servizi di distribuzione contenuti. Se volete provare le performance del vostro sito con l’utilizzo di una rete CDN io vi consiglio di iniziare ad usare CloudFlare, la versione gratuita offre numerose opzioni ed espande il concetto di CDN applicando filtri di protezione, compressione, ottimizzazione contenuti, gestione DNS e alro ancora. Con CloudFlare potrete anche sfruttare il cosiddetto Minify dei contenuti statici di testo, per intenderci JS, CSS e HTML. A questo punto potrete evitare di usare plugin sul vostro sito web che si occupino di minimizzare i formati di cui si occupa già CloudFlare.
Per quanto riguarda ONdiZ.net al momento sto utilizzando solamente Wp Minify, essendo ospitato su un VPS WiredTree con LiteSpeed (grazie a ITPC.biz) la compressione è già soddisfacente. Ho solo ancora dei piccoli problemi con FatCow che al momento è ancora il mio registrar e detentore dei Nameserver, più di 1 secondo per risolvere il nome del dominio mi sembra esagerato!
Se avete qualcosa da dire a proposito di questo argomento lieto di ascoltare i vostri feedback.
Finalmente Microsoft ha deciso di rendere disponibile una versione gratuita di Office 2010 denominata appunto Office 2010 Starter. Office Starter consiste in una versione limitata di Word 2010 ed Exel 2010 e presenta un piccolo spazio pubblicitario in basso a destra.
Con Office 2010 Starter Microsoft ha deciso di seguire la politica di Google di offrire servizi e prodotti in cambio di pubblicità. Essendo una versione limitata nella versione Starter non troviamo programmi classici della suite Office 2010 quali Powerpoint, Outlook… Però a parer mio Office 2010 Starter potrà soddisfare la maggior parte degli utenti medi che utilizzano i prodotti Office al 10% delle loro potenzialità.
Di seguito le funzionalità di Office 2010 Starter:
Creare e modificare documenti Word base
Creare e modificare documenti Excel base
Creare newsletter con foto allegate
Aprire documenti Word ed Excel esistenti
Scaricare ed installare Office 2010 Starter
Scarichiamo Office 2010 Starter ita tramite il seguente link: Office 2010 Starter italiano, se preferite la versione in inglese di Office Starter potete scaricarla cliccando qui. Il file che andiamo a scaricare per Office 2010 Starter è un downloader di 1.6MB che, una volta eseguito, si occuperà di scaricare in locale Office Starter.
Nonostante Windows XP occupi ancora una vasta fetta di mercato il requisito minimo per installare Office 2010 Starter è Windows Vista SP1.
Office Starter non è compatibile con Windows 8, nel caso in cui qualcuno di voi lo stia già usando
Google Page Speed fornisce ai Webmaster strumenti gratuiti per verificare le performance del proprio sito web consigliando possibili soluzioni per velocizzare il proprio blog ed ottimizzare il codice.
Tempo fa mi sono lamentato del tempo di caricamento di ONdiZ.net con il servizio di hosting FatCow. E’ anche vero che uno pagando poco non può pretendere di viaggiare come un fulmine. In questi giorni ho cambiato la struttura che ospita il blog grazie ad Andrea (mi sa che sarò costretto a pubblicizzare la sua attività prima o poi… ), un carissimo amico che ha un VPS e mi ha concesso un piccolo angolino. Con qualche altra modifica il risultato è abissale, il titolo di questo post si riferisce ad un test eseguito con Google Page Speed e devo dire che sono proprio soddisfatto!
Punteggio Google Page Speed:
The Page Speed Score indicates how much faster a page could be. A high score indicates little room for improvement, while a lower score indicates more room for improvement. The Page Speed Score does not measure the time it takes for a page to load.
E dire che devo ancora ottimizzare parecchio il codice!
Mi raccomando restate connessi, twittatemi, aggiungetemi ai preferiti… Insomma, fate un po’ voi…
Sito con www o senza www, questo è il problema. Lasciando perdere i canonical url facciamo una veloce analisi.
Oggi mi sono chiesto quale fosse la forma ideale per presentare i link del proprio sito web, con www o senza www. Ho notato che in internet molti se lo chiedono ma la risposta lo trovata subito considerando un aspetto tecnico e lasciando perdere i canonical url. Prendiamo come esempio www.ondiz.net, tecnicamente la parte indicata come “www” identifica un hostname del dominio di secondo livello ondiz.net che punta ad un determinato indirizzo IP, in questo caso ad un webserver. Per questione di chiarezza quindi per me è più opportuno usare solamente la sintassi con il www, quindi www.ondiz.net. Io potrei decidere di avere anche più webserver quindi potreri creare nuovi hostname del tipo www2, www3… Oppure potrei decidere di avere dei collaboratori con dei sottodomini, es: mario.ondiz.net, pippo.ondiz.net, clienti.ondiz.net… Per la questione SEO per quanto mi riguarda non sono in grado di dirvi se Google preferisca i siti con o senza www, però se cercate il termine google vedrete apparire i risultati con il www… Se qualcuno non è d’accordo o ha qualcosa da dire siete i ben venuti, i commenti sono un valore aggiunto!