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Rilettura · Connettività

Hotspot e rete mobile: da HSPA a 5G, cosa cambia e cosa no

Un test TIM con smartphone Android del 2011 come punto di partenza: numeri di allora e di oggi, tethering fatto bene, sicurezza dell'hotspot e consumi.

2011: uno smartphone Android della serie Desire, una SIM dati TIM e l'hotspot personale come connessione di fortuna. Si misurava tutto — segnale, latenza, consumo della batteria — con l'entusiasmo pioneristico di chi portava Internet in giro quando il Wi-Fi pubblico era una rarità. Rileggere quei test aiuta a capire quanto è cambiata la connettività mobile — e soprattutto cosa non è cambiato affatto nella gestione di un hotspot, che resta uno strumento da usare con criterio.

I numeri di allora, per ricordare la scala

L'HSPA dell'epoca prometteva teoricamente 14 Mbps in discesa; la realtà quotidiana era di pochi Mbps, con latenze tra 80 e 150 millisecondi — ottime per il testo, innovative per l'epoca, dolorose per qualunque cosa interattiva. L'hotspot del telefono consumava batteria a vista d'occhio e scaldava la tasca. Oggi il 5G commerciale consegna centinaia di Mbps reali in città, con latenze che scendono sotto i 40 ms: in quindici anni la larghezza di banda è cresciuta di due ordini di grandezza, la latenza di uno. Per questo l'esperienza è cambiata più di quanto i numeri facciano pensare: è la latenza che si sente.

Tethering: USB, Wi-Fi o Bluetooth?

  • USB: la connessione più stabile ed efficiente, ricarica il telefono mentre lavora, latenza minima — la scelta del desk remoto;
  • Wi-Fi: la più comoda per più dispositivi (computer e tablet insieme), al prezzo di qualche millisecondo e di più batteria;
  • Bluetooth: oggi giustificata quasi solo per dispositivi senza Wi-Fi; lenta ma parca di energia.

La regola pratica: USB quando si può, Wi-Fi quando si deve, Bluetooth quasi mai.

Hotspot e sicurezza

L'hotspot è un piccolo router: merita le stesse attenzioni. Password lunga e unica, cifratura WPA3 dove disponibile (WPA2 al minimo), funzione di individuazione della rete disattivata se non serve farsi trovare, spegnimento quando non serve — non solo per sicurezza, anche per la batteria. E attenzione ai dispositivi che si collegano in automatico appena l'hotspot si accende: la comodità dell'accoppiamento salvato è anche la porta aperta a chiunque riesca a usarla.

Consumi, piani dati ed eSIM

La scala dei consumi è cambiata: dove nel 2011 si ragionava in decine di megabyte, oggi un'ora di video in alta definizione può valgere quanto un mese di navigazione dell'epoca. Il fair use dei piani «illimitati» va letto con attenzione, soprattutto in roaming; le eSIM rendono banale avere un secondo operatore di riserva — il vero equivalente moderno della SIM dati nel cassetto. Un consiglio che sopravvive intatto dal 2011: monitorare l'uso in background del sistema operativo prima di collegare il computer, che scarica aggiornamenti con entusiasmo inconsapevole.

Misurare la propria copertura

Prima di dare colpa alla rete, vale la pena misurare: le app di test di velocità dicono il throughput del momento, ma il dato utile è la ripetibilità — tre misure in momenti diversi del giorno raccontano più di una corsa solitaria. Nei telefoni, il campo visualizzato a barre è un'opinione del produttore: il numero tecnico, in decibel, si legge nelle informazioni di sistema ed è l'unico confrontabile tra dispositivi. E la posizione fisica conta quanto il contratto: vicino alla finestra si prende meglio che nel seminterrato, e in auto il telefono va dove prende, non dove fa comodo.

Quando l'hotspot resta la scelta giusta

Lavoro mobile in treno o in trasferta, linea fissa caduta con consegna urgente, viaggio con più dispositivi: l'hotspot è una rete di backup seria, non un ripiego. Non lo è per l'uso intensivo continuativo — gaming competitivo, cloud desktop tutto il giorno — dove la latenza variabile e le politiche di carrier rendono l'esperienza frustrante. La storia della connettività mobile è anche la storia dei telefoni che l'hanno portata: un capitolo raccontato nella rilettura di un certo iPhone 4S.